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L'affido familiare è un provvedimento temporaneo mediante il quale un minore viene accolto presso una famiglia, o ad una singola persona, nel caso in cui la famiglia di origine sia in una fase di difficoltà e non riesca a garantire il soddisfacimento dei bisogni del minore. I motivi per cui viene generalmente adottato questo provvedimento sono legati ad una malattia, alla detenzione, a motivi di tossicodipendenza o di ordine educativo, che possono realizzarsi in casi di molestie sessuali da parte di familiari.

L'istituto è regolamentato dalla Legge n.184 1983 come modificata dalla Legge n.149 2001.

Nel caso in cui non sia possibile a procedere all'affidamento familiare il minore in stato di necessità, può essere affidato a comunità. In questi casi si parla di affidamento di minori in strutture. La Legge 28 marzo 2001, n. 149 ha decretato la chiusura degli orfanotrofi al 31 dicembre 2006. Pertanto, per questi casi di affidamento, la legge attuale prevede che il minore venga accolto in strutture di tipo familiare, come le case famiglia.

Inutile dire, sia che l'orfanotrofio sia privato (di solito religioso), pubblico o si configuri come una casa-famiglia o come affidamento familiare, che e' fondamentale che non vi sia pedofilia, ne' palese ne' nascosta. Per questo vanno previste delle procedure dell'istituto e del controllo dello stato che vadano in questa direzione. Anche la societa' civile e' fondamentale nel controllo della situazione.

Caratteristiche[]

L'affido familiare può essere:

  • giudiziale, nel caso in cui sia disposto dai servizi sociali e adottato tramite un provvedimento del giudice tutelare
  • consensuale, nel caso in cui sia condiviso e approvato dai genitori.

Nel caso di affido consensuale il dispositivo può contenere indicazioni per cui si abbia un affido part-time, limitato cioè ad alcune parti della giornata, o ad alcuni giorni della settimana.

L'affido si distingue anche sulla base delle famiglie affidatarie in:

  • affido a familiari, nel caso gli affidatari siano familiari entro il quarto grado di parentela
  • affido a extra-familiari, nel caso non vi sia legame familiare tra il minore e la famiglia affidataria

Affido ed adozione[]

Le caratteristiche di questo provvedimento che lo differenziano, tra le altre cose, dall'adozione sono:

  • la temporaneità - l'affido familiare non è definitivo e il minore, a differenza dell'adozione, non ha lo status di figlio
  • il mantenimento dei rapporti con la famiglia di origine - il legame genitoriale non viene modificato
  • rientro del minore nella famiglia di origine - al termine della fase che impediva alla famiglia originaria di occuparsi del figlio questi torna a farne parte.

Affido sine die[]

L'affido è caratterizzato dall'essere un prov vedimento temporaneo, la cui durata non dovrebbe superare i due anni, nel caso dell'affido consensuale, o comunque il periodo temporale indicato nel provvedimento del tribunale, nel caso di affido giudiziale. Nella pratica, spesso accade che non si realizzino le condizioni per cui il minore possa rientrare in famiglia, per cui un affido consensuale si trasformi in giudiziale, o che un provvedimento di affido giudiziale venga reiterato, rendendo di fatto l'affido un fatto non più temporaneo ma duraturo nel tempo. In questi casi si parla di affido sine die.

Voci correlate[]

Collegamenti esterni[]

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